ANELLO DI CIVEZZA

Tempo di percorrenza: 1 ora e 30′

Difficoltà: T

Dislivello: 100 metri

Dall’ampio parcheggio comunale di Civezza si sale rapidamente in Piazza Guglielmo Marconi (l’antica piazza “della pila” e della fontana pubblica) e, attraverso la lunga Via Dante, si raggiunge la casa-torre “del Rivello” (o “degli Svizzeri”) in Piazza Venezia, uno dei cinque presidi difensivi tardo-medioevali ancora ben conservati che erano in uso presso la popolazione durante l’epoca degli sbarchi e delle aggressioni turco-barbaresche (sec. XVI-XVII).

Da qui si prosegue per la ripida salita sino a incontrare una piccola edicola votiva tardo-barocca posta immediatamente al di fuori del centro storico (la capelletta “delle Sbalanche”), nei pressi della quale s’innesta un’antica mulattiera cementata solo nel primo tratto che ridiscende le fasce sottostanti il borgo. Si prosegue attraversando uliveti, boschi di roverelle e gerbidi sconnessi sino a incontrare una biforcazione (dopo circa 50 minuti), la si supera seguendo la direzione indicata da un segnavia con tre simboli quadrati colorati sulla destra.

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Qui il cammino resta poco visibile e riconoscibile e il terreno diviene un poco impervio, tuttavia solo per un breve tratto; ci si muove nella macchia mediterranea bassa, fatta di arbusti di lentisco, cisto, straccia braghe e, alla fine del tratto scosceso, si prosegue a sinistra ritornando su una mulattiera che attraversa pini di Aleppo o boschi di roverelle.

Esistono delle possibili direzioni alternative naturalmente; sentieri non segnati che conducono verso luoghi poco noti e posti al di fuori delle grandi mulattiere di scorrimento che, tuttavia, riservano delle sorprese inattese a quanti desiderino incontrare ancora degli scenari incorrotti dal punto di vista paesaggistico e naturalistico. Si tratta delle deviazioni che portano ancora più in basso, verso il greto del fiume San Lorenzo o, meglio, quello che per tutto il Medioevo fu il fiume di Civezza (l’aqua Civecie), e da qui verso il molino dei Dolca (o dei Dolce) e Torre Paponi o, ancora più in alto, verso la confluenza dei rii Tana e Bodo (la “morga”), da dove è possibile procedere ancora più all’interno, verso il cuore segreto della Valle e le magnifiche piscine di Lagoscuro, un patrimonio naturalistico da preservare, amare e rispettare, che si rivela soltanto agli amanti del trekking e della mountain bike.

Al di là delle possibili deviazioni di percorso, la nostra mulattiera prosegue risalendo le curve di livello e giungendo a incrociare infine la strada provinciale, da dove si proseguirà a destra per un piccolo sentiero che conduce direttamente sotto l’ampia terrazza artificiale sulla quale si erge il monumentale polo religioso barocco del paese di Civezza, composto dalla chiesa parrocchiale di San Marco e dall’adiacente oratorio confraternitale di San Giovanni (sec. XVIII); mentre, prendendo a destra, si potrà effettuare una nuova possibile deviazione e raggiungere la mulattiera che si trova nei pressi dell’oratorio di San Salvatore e, da qui, portarsi verso la costa e il borgo di San Lorenzo al Mare tramite la mulattiera della “Via della Costa”.