Piani Paorelli

Affacciata sul litorale assolato della Valle del San Lorenzo, in un contesto paesaggistico che abbraccia la marina della Valle del San Lorenzo e spazia sino all’orizzonte, Piani Paorelli (nel dialetto locale “i Ciài”) è una piccola frazione del Comune di Costarainera che si è formata in tempi recentissimi come una borgata dalla spiccata vocazione turistica e residenziale. La sua origine risale ai primi anni del Novecento ed è legata alla celebre salubrità del clima e, di rimando, alle vicende di quel rinomato centro per il trattamento delle patalogie tubercolari che fu, sino a non molti anni fa, l’Istituto Elioterapico “Giuseppe Barellai” e “Umberto Novaro”.

Si tratta di un complesso medico-ospedaliero di notevole rilievo architettonico e naturalistico realizzato su disegno dell’ingegnere Francesco Muratorio negli anni Trenta del secolo scorso, che si divide in due strutture poste a ridosso della Via Aurelia. Da un lato, l’Ospedale Sanatoriale “Umberto Novaro” (1934 circa) che, immerso in una vasta oasi di macchia mediterranea, coltivi e giardini all’italiana, nacque come un avanzato centro di cura per la tubercolosi polmonare, dove risiedeva permanentemente una grande comunità di pazienti provenienti da tutta Europa e personale medico addetto. Dall’altro, l’Ospedale Elioterapico “Giuseppe Barellai” (1930-1932) che, eretto a diretto contatto con le onde del mare e la brezza salina che accarezza questo lembo di Riviera, nacque come un centro specializzato nella cura della tubercolosi ossea e nobilitato da un ingresso monumentale in forma di templio romano, che rievoca il gusto razionalista in voga nell’architettura fascista.

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È nella seconda metà del Novecento che, ai margini di questo imponente polo medico-sanitario e della linea ferroviaria che lo serviva e faceva capo alla stazione di San Lorenzo-Cipressa (1940-1941), là dove esisteva un reparto di prima accoglienza per i malati di tubercolosi destinati ai “bagni solari” del nosocomio e ai “bagni d’aria” del sanatorio, è sorto un nucleo sempre più consistente di villette e palazzine residenziali. In questo modo, la “piana” fertile dei Paorelli che durante il lungo periodo medievale accolse le distese di orti, vigneti, frutteti e oliveti del “Principato” benedettino di Villaregia e le torrette anti-barbaresche poste a presidio della costa (come la Torre “dei Marmi”), è andata trasformandosi in una zona densamente abitata strategica dal punto di vista dei servizi e delle comunicazioni e, soprattutto, in una meta privilegiata del turismo stagionale.

Un luogo, insomma, dove soggiornare 365 giorni all’anno, che offre l’opportunità di respirare i profumi intensi della macchia mediterranea e l’aria salubre della marina e, a un tempo, di godere dell’influsso del sole e ammirare i meravigliosi panorami che si aprono mentre, abbandonata la carrozzabile, ci si dirige verso le spiaggette sassose o lungo i chilometri della pista ciclabile più lunga e suggestiva d’Europa.

Piani Paorelli